Set 11, 2026 Eventi, In evidenza, News, RSS, Scenario
Il 10 ottobre torna la conferenza internazionale dedicata alla cybersecurity e all’ethical hacking. Tra i temi dell’ottava edizione, vulnerabilità negli AI coding assistant, attacchi alle infrastrutture di rete, malware, anonimato e compromissione dei sistemi autonomi
L’intelligenza artificiale che sta cambiando anche il lavoro di chi cerca vulnerabilità e sviluppa nuove tecniche di attacco è uno dei temi centrali di No Hat 2026, la conferenza internazionale dedicata alla cybersecurity e all’ethical hacking che tornerà a Bergamo sabato 10 ottobre 2026. Giunta all’ottava edizione, No Hat promette di riunire circa 900 partecipanti tra ricercatori, professionisti e appassionati provenienti da diversi Paesi. L’appuntamento è al Centro Congressi Giovanni XXIII, in Viale Papa Giovanni XXIII 106 a Bergamo, con inizio della conferenza alle 9:00.
Il programma comprende dei Research Track, Technical Track e workshop con interventi che spaziano dall’intelligenza artificiale alle vulnerabilità dei sistemi cloud e virtualizzati, dalla sicurezza delle piattaforme SAP alle campagne di cyber-spionaggio e alle tecniche utilizzate dai gruppi criminali internazionali.

Quando l’AI mette un team di ricerca a disposizione degli attaccanti
A dare il tono alla conferenza sarà il keynote di Chris Wysopal, Chief Security Evangelist di Veracode e membro dello storico collettivo hacker L0pht Heavy Industries. Il titolo dell’intervento, When Every Attacker Can Have a Research Team, sintetizza bene uno dei problemi che il settore della sicurezza dovrà affrontare nei prossimi anni: l’AI metterà a disposizione degli attaccanti una capacità di ricerca e automazione che in passato richiedevano competenze molto specialistiche e questo si tradurrà in un aumento notevole del numero di attacchi davvero pericolosi verso le aziende.
Wysopal è stato uno dei protagonisti della storia dell’hacking statunitense. Nel 1998 L0pht Heavy Industries testimoniò davanti al Congresso degli Stati Uniti sostenendo che il gruppo avrebbe potuto mettere fuori uso Internet in meno di mezz’ora. A quasi trent’anni di distanza, lo scenario da affrontare è quello in cui capacità un tempo riservate a pochi ricercatori diventano accessibili praticamente a ogni gruppo cybercriminale attraverso l’intelligenza artificiale.
Anche gli AI coding assistant diventano una superficie d’attacco
Uno degli interventi più interessanti riguarda però la sicurezza degli stessi strumenti AI utilizzati dagli sviluppatori. La ricerca di Shio Kudo, Agent2Shell: Pre-Prompt RCEs in Claude Code, Cursor, and Gemini, prenderà in esame tre diffusi strumenti di AI coding per mostrare come possano essere interessati da vulnerabilità critiche che consentono a un attaccante di eseguire comandi sul computer di chi li utilizza.
Il problema assume una particolare rilevanza in ambiente aziendale. Il computer di uno sviluppatore non è normalmente una macchina isolata: può contenere codice sorgente, credenziali e chiavi di accesso ai sistemi aziendali. La compromissione dello strumento AI può quindi trasformarsi nel punto iniziale di un attacco capace di propagarsi ulteriormente lungo la supply chain software.
Parlare direttamente con gli operatori nordcoreani
L’AI non sarà però l’unico tema della conferenza. Mauro Eldritch e Sofía García Grimaldo presenteranno Interviewing Lazarus: speaking with North Korean agents, il racconto di un’indagine che ha portato i due ricercatori a intervistare direttamente operatori nordcoreani che si candidavano come sviluppatori informatici con l’obiettivo di infiltrarsi nelle aziende. Il materiale raccolto comprende colloqui reali, registrazioni video e altri elementi inediti che permettono di osservare dall’interno il funzionamento di una campagna di infiltrazione.
È un tema che porta No Hat sul terreno della threat intelligence e delle operazioni attribuite ad attori statali, mostrando quanto il confine tra attacco informatico, social engineering e infiltrazione nelle organizzazioni possa diventare sottile. Sul fronte opposto dello scenario geopolitico, Gaetano Pellegrino presenterà invece Riding the Unicorn: Breaking Down Tolik’s Attack Chain and Registry-Resident Malware, indicata dagli organizzatori come la prima analisi pubblica del malware utilizzato da un gruppo criminale attivo nel conflitto russo-ucraino. Il caso evidenzia anche una tendenza ormai consolidata: gruppi criminali e attori legati ai conflitti geopolitici utilizzano spesso strumenti e tecniche che finiscono per sovrapporsi, rendendo più difficile tracciare confini netti tra cybercrime, spionaggio e operazioni politicamente motivate.
Dal pannello UniFi alla rete aziendale
Una parte del programma sarà dedicata alla sicurezza dei dispositivi e delle infrastrutture che ormai costituiscono una componente fondamentale delle reti aziendali. Jon Williams, con Prompt Critical: AI-driven Weaponization of a UniFi OS RCE Chain, mostrerà dal vivo come il pannello di controllo della rete aziendale di un produttore molto diffuso, insieme alle telecamere e alle serrature collegate, possa essere compromesso senza conoscere alcuna password. ‘intervento mette in evidenza un problema che va oltre la singola vulnerabilità: la progressiva convergenza tra rete IT, videosorveglianza, controllo degli accessi e dispositivi connessi fa sì che la compromissione della piattaforma di gestione possa avere conseguenze anche sul mondo fisico.
Sempre sul terreno dei sistemi connessi, Kirils Solovjovs mostrerà invece come sia possibile ricostruire con hardware alla portata di un appassionato il protocollo di comunicazione proprietario utilizzato da un sistema di videocitofonia digitale diffuso negli edifici residenziali europei, evidenziandone le implicazioni per la sicurezza degli impianti di controllo degli accessi.
Il drone compromesso diventa un’arma contro la stazione di controllo
No Hat 2026 affronterà anche un’altra superficie di attacco destinata probabilmente a diventare sempre più importante: quella dei sistemi autonomi. L’intervento di Nick Aleks, Infected Drones: How Compromised Autonomous Systems Pwn Ground Control Stations, ribalta infatti il tradizionale modello di sicurezza dei droni. L’obiettivo dell’attacco non è necessariamente il velivolo. Un drone già compromesso può diventare esso stesso il vettore utilizzato per raggiungere la stazione di controllo a terra e, da lì, potenzialmente compromettere l’infrastruttura che gestisce altri dispositivi. È uno scenario particolarmente interessante anche per il mondo industriale e delle infrastrutture critiche, dove robot, droni e altri sistemi autonomi vengono progressivamente integrati nelle reti operative.
Workshop tra threat intelligence, anonimato e OpSec
Alla componente di ricerca si affiancheranno i workshop pratici, pensati per permettere ai partecipanti di confrontarsi direttamente con strumenti e metodologie utilizzati dalla comunità internazionale della cybersecurity.
Tra quelli citati dagli organizzatori c’è Ghost in the Machine: Live Fire Threat Actor Dissection – Turla Carbon Edition, di Silvio La Porta e Antonio Villani, dedicato alla dissezione dal vivo di un framework d’attacco attribuito a un gruppo legato ai servizi di intelligence russi.
Lorenzo Nicolodi condurrà invece Tor, I2P and OpSec for Operators, laboratorio sulle tecniche di anonimizzazione online, con l’analisi di casi reali nei quali gli errori commessi da criminali hanno consentito alle forze dell’ordine di identificarli e arrestarli.
Un Executive Track dedicato alle imprese
Accanto ai contenuti più specialistici, l’edizione 2026 ospiterà anche un’Executive Track interamente in lingua italiana, dedicata alla cybersecurity per imprese e artigiani del territorio. L’obiettivo è affrontare la sicurezza non soltanto dal punto di vista della ricerca e dell’hacking, ma anche come problema operativo per le aziende, mettendo in relazione l’evoluzione delle tecniche d’attacco con la necessità di proteggere infrastrutture, dati e processi aziendali.
No Hat è organizzata da Berghem-in-the-Middle, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro attiva a Bergamo e provincia nella divulgazione e nell’approfondimento tecnico sui temi della sicurezza informatica, della privacy e dell’utilizzo consapevole delle tecnologie. L’evento è patrocinato dal Comune di Bergamo.
Oltre alle sessioni tecniche, sono previsti momenti di networking, il tradizionale incontro informale del venerdì sera e l’evento sociale successivo alla conferenza.
No Hat 2026 si terrà sabato 10 ottobre 2026, con inizio alle ore 9:00, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, Viale Papa Giovanni XXIII 106, Bergamo.