Nel panorama digitale attuale, la crescente dematerializzazione dei servizi ha reso l’identità digitale un elemento imprescindibile.
Tuttavia, le soluzioni attualmente disponibili, pur essendo funzionali, rappresentano un ostacolo strutturale all’integrazione del mercato unico digitale. La frammentazione dei sistemi nazionali ostacola un accesso transfrontaliero fluido, la proliferazione delle credenziali aumenta i rischi di furto d’identità e il modello incentrato sui fornitori di servizi espone gli utenti a pratiche di profilazione e sorveglianza, compromettendo il controllo sui propri dati personali.
Ecco cos’è l’European Digital Identity Wallet (EUDI Wallet), quali caratteristiche offre, la sua evoluzione normativa e quali sono implicazioni per cittadini e imprese.
In questo scenario, l’Unione europea introduce una risposta strategica che segna un cambio di paradigma fondamentale: il Portafoglio europeo di Identità Digitale (EU Digital Identity Wallet, o EUDI Wallet).
Questa iniziativa non è solo uno strumento, ma una vera e propria riorganizzazione del concetto di fiducia e sovranità digitale. Passando da un modello frammentato e gestito da terzi a uno interoperabile, portatile e incentrato sull’utente, l’EUDI Wallet si concretizza in un’applicazione sicura e affidabile, progettata per conferire a cittadini, residenti e imprese il pieno e unico controllo della propria identità e dei propri dati.
Ecco le caratteristiche fondamentali, il quadro normativo, gli scenari di utilizzo e i meccanismi di sicurezza di questa rivoluzionaria iniziativa, destinata a cambiare il modo in cui le persone interagiscono nel mercato unico digitale europeo.
Comprendere le funzionalità principali dell’EUDI Wallet è essenziale per apprezzarne il potenziale trasformativo.
Il portafoglio non deve essere considerato come un semplice contenitore passivo, ma come uno strumento attivo che abilita interazioni digitali sicure, trasparenti e sotto il controllo dell’utente, rispondendo direttamente alle carenze dei sistemi attuali.
Di seguito, un’analisi delle sue principali funzionalità:
Queste innovative funzionalità, che pongono l’utente al centro del processo di gestione dei dati, sono rese possibili da un quadro giuridico solido, che si è evoluto nel tempo per rispondere alle crescenti esigenze del mercato unico digitale.
Un quadro normativo chiaro e armonizzato è fondamentale per garantire l’interoperabilità, la sicurezza e la fiducia nell’ecosistema dell’identità digitale a livello europeo.
L’introduzione dell’EUDI Wallet rappresenta il culmine di un percorso legislativo pluriennale finalizzato a superare i limiti del passato e a gettare le basi per un futuro digitale più integrato.
Il primo passo fondamentale è stato l’adozione del Regolamento (UE) n. 910/2014, noto come eIDAS. Questa normativa ha creato una base giuridica comune per l’identificazione elettronica (eID) e i servizi fiduciari (come le firme elettroniche), consentendo per la prima volta l’uso transfrontaliero degli schemi nazionali di eID per accedere ai servizi pubblici di altri Stati membri.
Con il tempo, il primo eIDAS ha mostrato dei limiti strutturali. Il regolamento non imponeva agli Stati membri di fornire un’identità digitale, il che ha portato a una disponibilità frammentata e disomogenea in tutta l’UE.
Inoltre, l’adozione nel settore privato è rimasta molto limitata, ostacolando la creazione di un vero mercato unico digitale. La rapida digitalizzazione, unita alle crescenti preoccupazioni per la privacy, la profilazione commerciale e la sorveglianza da parte delle grandi piattaforme, ha reso evidente la necessità di una profonda revisione.
Per rispondere a queste sfide, la Commissione ha proposto una revisione del regolamento eIDAS che ha portato all’adozione del nuovo regolamento (UE) 2024/1183, entrato in vigore il 20 maggio 2024.
Questo quadro normativo stabilisce un principio fondamentale: ogni individuo deve avere il pieno e unico controllo della propria identità digitale. Le funzionalità di controllo dell’utente e di divulgazione selettiva sono una risposta diretta alle preoccupazioni relative alla profilazione e alla sorveglianza, mentre l’obbligo, per ogni Stato membro, di fornire almeno un EU Digital Identity Wallet e, per le grandi piattaforme, di accettarlo, mira a risolvere il problema della frammentazione e a stimolare l’adozione.
Tale evoluzione si inserisce negli obiettivi strategici del programma di politica digitale “Digital Decade”, il cui scopo è fornire un’identità digitale al 100% dei cittadini dell’UE entro il 2030.
Gli Stati membri si stanno già muovendo in questa direzione: il progetto italiano IT Wallet, per esempio, mira a far convergere SPID e CIE nella nuova soluzione nazionale.
La tabella seguente riassume le tappe più importanti di questo percorso.
| Anno | Evento Chiave |
| 2014 | Adozione del primo Regolamento eIDAS (Regolamento 910/2014) |
| 2021 | La Commissione Europea propone la revisione di eIDAS e l’introduzione dell’EUDI Wallet |
| 2024 | Il Parlamento Europeo adotta il nuovo Regolamento (UE) 2024/1183, che entra in vigore a maggio |
| 2025 | Prevista la disponibilità dei primi wallet da parte degli Stati Membri |
| 2026 | Entro il 2026, i servizi pubblici e le grandi piattaforme online saranno obbligati ad accettare l’EUDI Wallet per l’autenticazione; i wallet saranno ampiamente disponibili |
Questo nuovo quadro normativo non si limita a definire lo strumento del wallet, ma delinea un intero ecosistema di attori e relazioni, abilitando una vasta gamma di applicazioni pratiche.
Il valore reale dell’EUDI Wallet risiede nella sua capacità di abilitare un ecosistema digitale sicuro, interoperabile e interconnesso. La sua efficacia dipende dalla collaborazione sinergica tra diversi attori, ognuno con un ruolo specifico e regolamentato.
L’architettura dell’EUDI Wallet si basa sull’interazione di tre attori principali:
Grazie a questo ecosistema, l’EUDI Wallet consentirà di utilizzare una moltitudine di servizi che renderanno la vita quotidiana più semplice:
Per garantire che l’ecosistema funzioni nel mondo reale, la Commissione ha finanziato diversi progetti pilota su larga scala (LSP). Consorzi come Potential, Ewc, DC4EU, Nobid, Aptitude e We Build, a molti dei quali partecipa il Dipartimento per la trasformazione digitale, stanno testando questi casi d’uso in scenari pratici, coinvolgendo oltre 550 organizzazioni pubbliche e private in tutta Europa.
Questo approccio agile e iterativo è fondamentale dal punto di vista strategico, in quanto consente al quadro normativo e agli standard tecnici di evolvere insieme sulla base di feedback reali, riducendo i rischi legati al lancio su larga scala e garantendo che l’infrastruttura finale sia costruita su basi pratiche e collaudate.
La fattibilità di un ecosistema così complesso dipende interamente da un’architettura che metta la sicurezza e la privacy dell’utente al primo posto.
L’Italia ha ufficialmente istituito il Sistema di portafoglio digitale italiano (IT-Wallet) con il decreto-legge n. 19 del 2 marzo 2024, successivamente convertito nella legge n. 56 del 29 aprile 2024.
La norma individua anche i soggetti coinvolti nello sviluppo dell’iniziativa e i relativi ruoli: il Dipartimento per la trasformazione digitale è impegnato nell’indirizzo strategico e nel coordinamento dell’attuazione dell’IT-Wallet pubblico, insieme ai soggetti attuatori PagoPA e IPZS, di concerto con l’Agenzia per l’Italia digitale (AgID) e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN).
Il sistema IT-Wallet è costituito da un portafoglio digitale pubblico integrato nell’app IO e sviluppato da PagoPA S.p.A., e da portafogli digitali privati resi disponibili da operatori privati secondo quanto stabilito dalle Linee guida previste dal comma 3 dell’articolo 64- quater del Codice dell’amministrazione digitale (CAD).
Il progetto prevede una prima fase di sperimentazione, regolamentata da linee guida e specifiche tecniche dettagliate, con l’obiettivo di testare il portafoglio digitale e valutarne l’impatto in contesti reali, seguita da un’estensione progressiva delle funzionalità e delle modalità di utilizzo.
A partire da dicembre 2024, tutti i cittadini e i residenti possono attivare la funzionalità “Documenti su IO” del Portafoglio dell’app IO, che rende disponibili le prime versioni digitali dei documenti personali.
L’applicazione IO, infatti, consente di aggiungere al proprio portafoglio digitale la versione digitale della patente di guida, della tessera sanitaria, della tessera europea di assicurazione malattia e della carta europea di invalidità.
Tutti i cittadini e i residenti maggiorenni, a condizione che abbiano installato e aggiornato l’app IO sul proprio dispositivo, possono usufruire di questo servizio gratuito e facoltativo.
Sarà sufficiente accedere con la propria identità digitale (CIE o SPID) per ottenere la versione digitale dei documenti già disponibili e utilizzarli in contesti specifici al posto di quelli cartacei.
La fiducia degli utenti è il pilastro su cui si fonda il successo dell’EUDI Wallet. Per questo motivo, la sicurezza informatica e la protezione della privacy non sono caratteristiche accessorie, ma elementi fondanti dell’intera architettura del sistema, integrati fin dalla fase di progettazione (privacy by design).
I meccanismi implementati per garantire la massima protezione dei dati personali sono molteplici e stratificati:
Questi robusti meccanismi posizionano l’EUDI Wallet come un’alternativa superiore alle attuali pratiche di gestione dell’identità online, aprendo la strada a un futuro digitale più equo, sicuro e trasparente.
L’introduzione del Portafoglio Europeo di Identità Digitale rappresenta una svolta per il mercato unico digitale, offrendo vantaggi concreti e strategici a tutti gli attori coinvolti:
È inoltre importante sfatare alcuni concetti errati emersi riguardo a questa iniziativa:
Con l’obiettivo di fornire un’identità digitale a tutti i cittadini UE entro il 2030, nell’ambito del “Digital Decade”, e con la previsione di una vasta disponibilità dei wallet entro il 2026, l’Europa sta compiendo un passo fondamentale.
L’EUDI Wallet non è solo una tecnologia, ma un pilastro fondamentale della sovranità digitale europea: un’infrastruttura digitale pubblica che fornisce ai cittadini una rappresentazione digitale sicura e portatile della propria identità legale, essenziale per navigare in modo sicuro, privato e autonomo nell’economia del futuro.