Quante volte ci siamo trovati di fronte a un qualsivoglia racconto – poiché di racconto si tratta – di quell’innovazione che si lamenta della sicurezza cyber, ritenendola un rallentamento o persino un ostacolo?
Ed ecco che puntualmente si presenta quella falsa dicotomia tra efficienza e sicurezza, causa di infiniti mal di testa di CISO e dintorni e dell’esigenza di dover spiegare cose ovvie. Ad esempio, che la sopravvivenza di quel business è fortemente correlata al livello di sicurezza che può essere garantito in relazione ai sistemi cyber sui quali si poggia.
Tutto questo sembra ovvio, ma se così fosse non avremmo avuto bisogno di NIS2, DORA, CRA e tantissime altre sigle che bene o male hanno tradotto in obbligo normativo quello che ben si sarebbe potuto risolvere con una dose misurata di buon senso.
Anzi, diciamo pure consapevolezza e volontà di sopravvivere in un mondo in cui gli scenari di attacco cyber non è che siano delle fantasie, o incontri causali di rarissima occorrenza. Tutt’altro. Ma dopotutto se ci fosse buon senso, non servirebbe il diritto né tantomeno alcun giudice a Berlino o chissà dove. Con buona pace di ogni mugnaio.
La soluzione è semplice: ragionare oltre la dicotomia. Anzi, forse a volte basta solo ragionare. Inseguire l’efficienza è bene, anzi assolutamente necessario, quindi ben venga applicare al meglio ogni innovazione tecnologia.
Tutto sta nel contemplare in quel al meglio l’elemento della sicurezza che comporta protezione dei dati e dei sistemi, resilienza e continuità operativa.
Prendiamo l’esempio dell’innovazione digitale del settore retail: ai vantaggi corrispondono dei rischi, quindi tutto sta nella capacità di gestione. Che comporta analisi, mitigazione e una postura di sicurezza cyber adeguata. Il Safer Internet Day 2026 ha fornito un’indicazione emblematica: rischio e sicurezza convivono, e altrimenti non può né potrà essere.
Il vero vantaggio competitivo appartiene dunque a chi ha la capacità di gestire i rischi. Motivo per cui la sicurezza cyber deve essere integrata nelle strategie di business.
Se invece si continua a credere nelle false dicotomie, non si potrà mai esseri sicuri di un progetto sicuro.
E l’incertezza, si sa, è una pessima compagna. Soprattutto nei mercati digitali.