Di Codemotion e tanto altro
好的,我需要帮用户总结这篇文章,控制在100字以内。首先,我快速浏览文章内容。文章主要讲述了作者在九月迎来了一个新的家庭成员——一只比格犬Grace,这给他的生活带来了很大的变化。Grace的到来让作者不得不调整日常生活,但也促使他每天走了大约10,000步,这对健康有好处。 接下来的十月,作者参加了两个重要的活动:米兰的Codemotion和Sorint.LAB组织的Hackersgen活动。在这两个活动中,他讨论了开源代码的安全性问题。他认为开源代码并不一定更安全,因为虽然代码公开,但缺乏足够的安全审计人员来检查漏洞。 此外,作者还回答了Hackersgen活动中的一些问题,涉及AI、工具使用、职业选择等多个方面。最后,他呼吁大家共同努力提高开源项目的安全性。 总结时要抓住关键点:Grace带来的变化、参加的活动、讨论的主题以及呼吁行动。控制在100字以内。 </think> 文章讲述了作者迎接新家庭成员比格犬Grace后的生活变化,以及他在十月参加Codemotion和Hackersgen活动时探讨开源代码安全性的话题。Grace的到来改变了作者的生活节奏,并促使他每天行走约10,000步。活动中他指出开源代码并不必然更安全,因缺乏足够的人力进行深入的安全审计。 2025-10-29 15:30:33 Author: codiceinsicuro.it(查看原文) 阅读量:12 收藏

Il mio autunno è iniziato con una grossa novità in famiglia. Grace, un cucciolo di Beagle che ha portato un po’ di scompiglio nelle nostre vite.

La mia cucciola Grace
La mia cucciola Grace

Dicono tutti che un cucciolo impegni tanto quanto un neonato e che i Beagle siano, tra le razze, quelle più impegnative. Ecco, verissimo in entrambi i casi.

Settembre e i ricordi dell’estate, se ne sono andati con quell’aria melanconica descritta nel finale del film Sapore di Mare e parimenti, tutte le mie energie sono state indirizzate a costruire una nuova routine con Grace. Aspetto molto positivo: la mia media passi è stabilmente attorno ai 10.000 ai giorno. Non male vero?

Ma il codice open source è veramente più sicuro?

Se Settembre mi vede impegnato nella sottile, ma per me molto faticosa, arte di organizzare il tempo, Ottobre mi ha visto su due palchi molto importanti:

  • il Codemotion di Milano
  • l’Hackersgen, evento organizzato da Sorint.LAB per i ragazzi di alcune scuole superiori qui della zona tra le provincie di Milano e Bergamo.

Ho affrontato un tema abbastanza controverso, ovvero la non correlazione che esiste tra un codice open source e il suo livello di sicurezza.

Le slide del talk sono disponibili qui.

Si lo so siamo tutti abituati a credere in massa che, essendo il codice alla portata di tutti ed essendo la community quest’organismo positivo che mira alla condivisione della conoscenza, beh allora anche il livello di sicurezza del codice deve per forza essere alto.

Beep. Risposta sbagliata. O meglio, risposta teoricamente giusta. Il problema sta tutto qui: il codice è sì lì, condiviso e libero di circolare, ma mancano (statisticamente parlando) persone che fanno audit di sicurezza.

Da una parte abbiamo strumenti automatici come dependabot o similari, che ci permettono trovare in automatico qualche low hanging fruit e che spesso ci vengono messi a disposizione dalla piattaforma che ospita i sorgenti, dall’altra abbiamo invece la mancanza di persone che analizzano il codice nel profondo, che cerchino le vulnerabilità, che facciano pull request con le fix, che aprano bug, insomma… che diano una mano.

Perché tutto questo? Non sono l’oracolo, posso solo dire che idea mi sono fatto:

  1. fare audit del codice è un’attività lunga e complessa. Io per un audit di un pacchetto, diciamo di medie dimensioni, posso impiegare anche un mese di tempo.
  2. fare audit del codice non è alla portata di tutti. Serve coniugare bene la mentalità dell’attaccante con l’amore e l’attitudine allo sviluppo software. In un mondo spesso polarizzato sulla divisione tra chi attacca e chi difende, tra chi “fa l’hacker” e chi “è un builder e scrive codice”, trovare persone che vadano oltre e sappiano fare da ponte tra i due mondi. Aneddoto curioso: una persona mi ha avvicinato a Codemotion, evento che di norma vede un buon 100% di sviluppatori e mi ha detto, forse per mettermi in difficoltà o forse per farmi capire che gli sto sul belin: “Paolo, ma cosa ci fai qui? Sei lontano dalla tua zona di comfort!!!”. Scrivo codice e mi occupo di sicurezza applicativa da 30 anni ma vabbé…
  3. I maintainer non comunicano adeguatamente ai ricercatori di sicurezza, come interfacciarsi con loro. La security policy per i repository è qualcosa che Github o analoghi dovrebbero rendere obbligatori secondo me.

I talk sono stati molto belli, mi sono divertito molto a tenerli e a rispondere alle domande della platea. Ho applicato lo stesso talk anche per l’evento aziendale del prossimo anno, la SUSECON 2026. Vedremo cosa succederà.

Le domande di Hackersgen ancora senza risposta

Durante il talk ad Hackersgen, putroppo, non c’è stato modo di rispondere a tutte le domande. Per questo motivo, mi sono fatto dare l’elenco delle domande arrivate e provo a rispondere qui: prometto, senza andare a cercare su Google.

Codice “sporco” e Ai, ci sarà una futura crisi dovuta al codice impreciso?

In realtà non ho idea di cosa sia del codice “sporco”, forse si voleva dire “malevolo”. In questo caso, no non credo ci sia una crisi in futuro. Nell’apprendimento, il modello di AI potrà contare su tanto materiale valido, per cui quello “sporco” potrebbe risultare trascurabile.

Plugin di obsidian preferito?

Non uso Obsidian. Per le note sono molto analogico, uso un taccuino e una stilografica nera. Mi piace la filosofia alla base del bullet journal, quindi resto analogico su questa parte.

Per le note invece tecniche, uso il mio fido editor vim e tanti file Markdown.

Dalla mia esperienza personale, ho capito che un pentester esperto utilizza i suoi tool personali per pentesting. Tuttavia, come fa un professionista a creare tutti i tool che si hanno bisogno (come nmap, fuff, sqlmap, ecc.)?

Ecco, questa è una bella domanda. In realtà i tool base che un professionista usa sono quelli che altre persone hanno creato e che magari lui può modificare o combinare a suo piacimento. Sul “come fa” eventualmente a creare un tool, sinceramente una volta individuato il problema che deve risolvere, il professionista lo sviluppi :)

Se potessi tornare indietro nel tempo per cambiare una sola piccola cosa (niente eventi enormi tipo “fermare una guerra”), cosa cambieresti?

Rispondo per quella che è la mia carriera. Tornerei nel luglio 2001 e quando il professor Bruschi mi propose di rimanere in Ateneo come dottorando, me ne fregherei che le società di consulenza pagavano di più e avrei accettato.

Voglio sapere il gusto di gelato preferito

Caramello salato

È ancora affidabile non dopo tutti gli attacchi ai pacchetti?

Qui penso volesse scrivere “npm”. Gli attacchi alla supply chain esistono ed esisteranno sempre, quindi sì è ancora affidabile, ma, come dicevo nel talk, la community deve fare la sua parte per evitare che codice malevolo ne infici la qualità.

Se il codice open source è più trasparente, perché non tutto il software critico del mondo è open?

Eh bella domanda. Credo che interessi militari e politici prendano il sopravvento in ambienti critici per cui, difficile affidarsi ad un software che comunque non ha un vendor alle spalle. Ricordiamo il detto: nessuno è mai stato licenziato per aver acquistato IBM.

É vero che non è revisionato, ma in un codice open source io ho il pieno controllo sulla gestione della sicurezza

E se non è revisionato, che tipo di controllo hai sulla gestione della sicurezza?

In zsh usi l’alias per nvim a vi?

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➜  ~ alias | grep vim
gmtlvim='git mergetool --no-prompt --tool=vimdiff'
vim=nvim
➜  ~

Quali strumenti o metodologie ritieni indispensabili per condurre audit efficaci nel mondo open source?

Wow, questa peccato non sia passata altrimenti ci saremmo stati ore. Io ti posso dire come faccio io, che poi è quello che ho appena detto nel talk ;-)

Un audit del codice deve avvenire sia analizzandolo staticamente con tool o manualmente, sia cercando di violarlo a runtime facendone del pentest, fuzzing.

Gli strumenti sono tantissimi, come dicevo, dipendono molto dal linguaggio utilizzato. Una ricerca volta per volta ti può aiutare a creare il tuo piccolo arsenale.

Che lavori hai fatto nell’ambito informatico

Presales negli anni bui della consulenza, il pentester, il security manager ed infine il security engineer in SUSE.

Ma lei quando scrive un pezzo di codice prima fa la pseudocodifica per aiutarla

No. Credo l’ultima di averla fatta in quarta superiore.

Secondo te, chi dovrebbe essere responsabile di garantire la sicurezza: i maintainer, gli utenti o gli auditor esterni?

Tutti. È importante che ogni membro della community faccia la sua parte. L’ultima decisione, secondo me, spetta al maintainer del progetto ovviamente.

Posso chiamare una variabile pizzetta?

Si, ma no. Tutti noi amiamo pluto, pippo, xxx ma non aiutano chi poi deve leggere e manutenere quel codice. Non serve un papiro, basta un nome che sia significativo per lo scopo della variabile stessa.

Off by one

Questo post spero ti sia piaciuto. Voleva essere una call to army per spronare chiunque nel fare la propria parte per la security del progetto open source preferito.

Anche tu puoi iniziare… magari proprio dopo aver letto e condiviso questo post sui social.

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